IL FOTONE

Il fotone è da considerarsi l’espressione ultima dell’energia come pure una sua microonda che sembra viaggiare insieme. Del resto anche gli elettroni dotati di massa generano onde elettromagnetiche spinti da energia elettrica. Consideriamo la probabilità seppure piccola, che il fotone una volta ceduta la sua energia decade in un semplice cristallino di massa inerte. Da 15 miliardi di anni c’è un consumo di energia che probabilmente si è trasformata in fotoni spenti. Dopo 15 miliardi di anni un sesto della massa originale sarà stata consumata o trasformata? Del resto c’è da chiedersi che fine fa il fotone dopo tante riflessioni? E poi, se il fotone fosse solo onda perforerebbe un panno nero con molta facilità, mentre invece viene fermato dai gruppi cromofori dei coloranti chimici, legati ai tessuti. Sarebbe altresì capace di percorrere fili metallici. Il fotone deve per forza portare con se la massa la cui energia viene restituita non appena si imbatte in altri atomi o campi elettromagnetici. Questa massa potrebbe essere il poliedro descritto oppure una sua aggregazione. La teoria del pacchetto dei quanti mi sembra giusta perchè spiegherebbe anche la creazione della materia. La massa eccitata genera l’onda luminosa che in coda (a forma pulsante) segue il pacchetto quantico (energia sufficiente a spostare un elettrone dalla sua sede orbitale), una volta scaricata l’energia per riflessione il fotone come massa va in quiete mentre l’energia si trasforma a suo tempo di nuovo in massa. SI SPIEGA COSI’ LA CREAZIONE DI NUOVA MASSA a spese della GRAVITAZIONE del Big Crounc cioè quando l’universo implose.
Possiamo teorizzare tre modalità comportamentali della materia:

A)      Che la materia si trasformi tutta in energia luminosa, e poi sparisca.

B)      Che la materia crei altra materia in una specie di clonazione a spese della sua stessa energia.

C)      Che la materia una volta ceduta l’energia, rimanga fotone spento o inerte,  magari a servizio del mondo biologico. E in attesa del Big Crounc si ricaricherà di nuovo di energia.

La terza ipotesi è la nostra  convinzione ,  prevede che la materia sia in equilibrio con lo spazio assegnato.  Certo, la creazione della materia deve avere una sua teoria, ma un principio di creazione automatica sarebbe più accettabile anche se potenzialmente catastrofico.

Forse  la vita stessa biologica con le sue strutture simmetriche provvede alla creazione di nuove particelle poliedriche o addirittura il pensiero stesso  dell’uomo,  energia ultima,  potrebbe avere questo potere o questo compito.   Forse siamo anche noi Dei ma di un mondo piccolino.

Ci devono essere delle condizioni particolari,  onde mentali, essenze energetiche di tipo spirituale, capaci di stravolgere le leggi fisiche e creare materia. Faccio uno stupido esempio, una pianta soffre di siccità le sue radici non hanno acqua, le fibre cominciano ad elaborare un prodotto chimico o gas che evaporando nell’aria costringa l’umidità a condensare, l’unione fa la forza e  con altre piante fa poi venire la pioggia. La mente è  il prodotto finale della chimica della vita sulla terra,  a sua volta sarà in un certo qual modo capace di creare ancora materia. La meccanica quantistica sta cercando oggi di capire se c’è una intelligenza magari automatica di aggregati atomici capaci di replicare altre particelle. Comunque  è meglio non spremerci le meningi per capire la  creazione, ci  conviene prendere  per scontata la quantità di materia esistente. Vuol dire che si è formata al tempo dei tempi per colpa di un vuoto,  tanto vuoto, che si è stancato di essere vuoto.

La quantità della materia è stabilita evidentemente da una forza universale di compressione, quella stessa forza che decide della grandezza dei quanti e dell’ occupazione dello spazio dell’atomo.

Credo che la materia sia l’espressione di una forza universale che si oppone all’espansione e che si oppone all’implosione. Quando la massa di gravitazione diventa molto grande allora la sua forza gravitazionale verso il centro supera la forza universale e la materia tende al buco nero.  Ciò che sta sotto e ciò che sta sopra dell’atomo sono in perfetto sincronismo con esso. L’atomo si regge stretto fra due mondi quello spaziale-universale e quello che tende a risucchiarlo per farlo implodere in uno spazio gravitazionale ristretto. E’ proprio questo equilibrio  che evita l’implosione o l’esplosione.

Ritorniamo al fotone.

stella1

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