UNA NUOVA FISICA QUANTISTICA

Oggi la tecnologia dei pc è basata sull’unità spaziale del pixel come definizione di un rapporto spazio-memoria superficiale. Già si pensa di potenziare i computer con microprocessori spaziali-volumetrici, per portare la capacità di calcolo a velocità impensabili.

Tutta la fisica attuale applica teorie matematiche, con  funzioni d’onda ed equazioni in linea di massima comprensibili solo dai teorici della meccanica quantistica. Gli stessi matematici e gli stessi sperimentalisti a volte si lasciano andare  a dichiarazioni autoironiche affermando che della meccanica quantistica  nessuno  capisce niente e loro brancolano. Per ora si brancola veramente nel buio più assoluto, figuriamoci per quelli che non sanno dare una figura ad una equazione o ad una funzione d’onda. Se poi questi studi ipotizzano la possibilità che il tempo possa essere distorto, accelerato o diminuito allora ho l’impressione che la meccanica quantistica si fermerà qui, se non si è  già fermata  negli ultimi venti anni.       Col tempo si perde tempo.

Un grande passo avanti  è stato fatto nella fisica da Heinstein con la sua famosa formula E=mc².

Questa formula è molto  importante dal punto di vista scientifico ma  la vera energia che la massa dà, è molto,  molto superiore. La struttura della massa dell’atomo ovvero la massa dei protoni dei neutroni e degli elettroni si trova  ad uno stadio di compressione molto più leggera del nucleo di una stella, quando la stella cucina e fabbrica gli elementi chimici usa la sua materia che proviene dal nucleo che si trova ad uno stato gravitazionale super compresso. Questa massa si può definire come una polvere sfusa e  impacchettata, simile a tanti piccoli pixel elettromagnetici che liberati dal calore della fucina stellare si assemblano nei relativi elementi chimici.

La fucina stellare – cromosfera – molto lontana dal nucleo circa 400 mila km  assembla la nuova massa ovvero  protoni e neutroni sotto un’altra forma potenziale energetica. Questa forma potenziale occupa uno spazio incredibilmente più grande andando a collocarsi nei quanti atomici. E’ proprio da questa forma che viene ideata da Heinstein  la formula della relatività sopra descritta. Dunque la massa pura che sta nel nucleo delle stelle ha un’energia per adesso incalcolabile. Per dare una formula a questa energia bisognerebbe conoscere il rapporto densità neutrone e densità materia pura del nucleo stellare.

La cosa più importante ideata da  Heinstein è stata  la relatività speciale, teorizzando la curvatura dello spazio. Giustificando così la stabilità dei pianeti e delle forze cosmiche della teoria di Newton.  Peccato che Heinstein ha abbandonato come hanno poi fatto tutti, le ricerche sull’etere.

La curvatura dello spazio è stata così rappresentata con una rete  entro la quale girano le biglie dei pianeti, la visione si presenta così in modo, giustamente molto semplice. Tuttavia nello spazio le cose vanno diversamente, la massa non pesa, ma si dirige verso altre masse.

Tuttavia questo esempio dimostra quanto sia inutile la ricerca dei gravitoni a meno che il poliedro teorizzato sia di per se anche gravitone e fotone.

Questa  teoria  nasce dalla constatazione che ogni massa ed ogni particella tende a  cadere  e ad  implodere  su se stessa portandosi dietro lo spazio.

Più la massa è grande più la curvatura spaziale si allarga provocando solchi e abissi gravitazionali.  Due masse tendono ad implodere su se stesse e sul  loro punto comune, punto che dipende essenzialmente dalla distanza e dal diametro delle due masse.  Ma la regola vale anche per il mondo subatomico, anche se questo è stabilizzato da forze elettromagnetiche.

L’atomo dunque è un mondo dove lo spazio si è curvato alla sua massima stabilità chimica. Tutto l’universo  comprime e decomprime quest’agglomerato di particelle creando campi sferici  di energia che poi servono ad assemblare la materia pura per formare elettroni e protoni. Quindi se due masse  viaggiano parallele nello spazio o sono ferme, si attraggono per un effetto implosivo di curvatura spaziale e non per i gravitoni che la scienza si affanna a cercare. In astrofisica è stato dimostrato che le stelle si allontanano dal punto del Big Bang effettuando traiettorie divaricanti e sembra che la velocità è soggetta ad aumentare.

Se analizziamo una formula molto semplice della fisica:

F = m a

dove  F rappresenta la forza di spinta del big bang a tutta la massa dell’universo, il prodotto m per a  deve rimanere costante per eguagliare sempre la forza di spinta data. La massa che nel frattempo invade l’universo (accendendo le stelle e producendo energia) diminuisce, affinchè l’equazione sia soddisfatta e trovandosi la massa in condizioni gravitazionali inferiori l’accelerazione aumenta. Ecco perché l’universo procede in costante accelerazione di espansione.  Per essere più precisi la forza di propulsione iniziale data dal big bang spinge tutta la massa in esplosione in piccoli nuclei stellari,  grandi masse da buco nero e relativi ammassi stellari o galassie. All’inizio la densità di tutta la materia  è altissima ma  con la divaricazione spaziale della materia stellare e la trasformazione della massa in energia ondulatoria, la densità  comincia a diminuire, affinché  la formula  F = m a  regga la sua validità, se la forza di propulsione data ad ogni stella è rimasta inalterata nel tempo e nello spazio,  l’accelerazione deve aumentare,  è proprio per questo che le stelle accelerano la loro velocità e si proiettano nell’universo infinito.

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