FISICA E MIRACOLI

Ultimamente le filosofie della meccanica quantistica hanno cercato di analizzare la possibilità di trasportare la materia mediante un sistema di copia-e-ricostruisci. Sembra che gli esperimenti fatti su atomi abbiano dato eccellenti risultati.

In pratica si copia lo spin di un atomo (frequenza, orientamento e velocità) e con meccanismi elettromagnetici si influenza un’altro atomo con lo stesso numero atomico e stessa massa ad assumere le stesse caratteristiche. L’atomo così creato si mette in risonanza con l’atomo primario e ne copia anche la memoria di appartenenza in un  complesso molecolare o biologico, da qui proiettando future applicazioni la cura di malformazioni o creazioni di cibi o addirittura il tele trasporto. Questo campo della fisica molto curioso si chiama Entenclement. Questo argomento ci dà un’idea di cosa in futuro si possa fare e magari poi scoprire che anche le forze spirituali sono capaci di influenzare la materia e metterla in risonanza col giusto valore della vita. Questa la premessa dell’articolo.

Il miracolo diventa così nella mentalità del fisico un argomento più accessibile. Il miracolo cioè potrà diventare argomento di meccanica quantistica.

Il cervello umano terrestre ha (possiamo presumere) una evoluzione di due milioni di anni ma se consideriamo la venuta di Gesù Cristo un evento storico spirituale altamente evoluzionistico, allora ha soltanto 2000 anni. In realtà prima della sua venuta l’uomo si gloriava delle sue battaglie delle conquiste ed anche del suo coraggio verso la morte. Una cultura indubbiamente nobile ma rendeva l’uomo egoista, arrogante e temuto.

La sua mente dominava altre menti ma non la materia biologica di cui erano composte, il prossimo era soltanto un essere da dominare e da usare come soldato  come schiavo. La vita degli esseri umani era un’avventura quotidiana all’ombra del governatore di turno tra tasse e sudditanza. Penso che i rapporti sociali non potevano andare oltre il nucleo familiare, anche nella Bibbia i figli dei patriarchi formavano piccoli eserciti e si combattevano a vicenda per futili ideali o motivi di primogenitura.

I sentimenti di oggi che pervadono noi cristiani al loro confronto non reggono una seppur vaga interpretazione della loro cultura sociale. Certamente non possiamo giudicare ma francamente io ancora oggi non comprendo l’utilità di amare il  nemico,

visto quello che accade ad offrire ospitalità agli sconosciuti. Si fanno offerte  che non vanno mai dove desideri crescono organizzazioni che raccolgono soldi per aiutare gli altri ma gran parte del raccolto sparisce in fiumi di spese organizzative. Continuiamo stupidamente a fidarci pensando che poi Dio li punisce. Indubbiamente alla fine Dio tira le somme e concede le sue grazie ma vi assicuro che non ve lo fa capire. Anzi ti fa crescere l’idea che quel poco che hai dato Dio lo moltiplica per cento come diceva

Santo padre Pio. Le vie che lo spirito sceglie per dare forza alla mente sono oscure, i santi del passato e quelli che scelgono vite di stenti, rafforzano mente e corpo in un solo unico obiettivo, l’aiuto al prossimo, questo desiderio viene codificato in una sorta di forza elettromagnetica o qualcosa di simile che guida atomi, molecole ed eventi che portano al benessere fisico e spirituale. Indubbiamente l’evoluzione spirituale è l’obiettivo di un Dio che ci tiene ad essere riconosciuto come padre o come creatore e lo fa celandosi sempre a noi. Eppure  nelle vecchie scritture  la Bibbia ci racconta di un rapporto che i profeti avevano con Dio quasi totale o erano Extraterrestri ma questa é un’altra storia.

L’articolo verrà sviluppato in seguito e tratteremo di bilocazioni e santità.

Oggi 03/09/2015 leggo sul giornale “Il giornale” a conferma di quello che ho detto indietro a questo articolo (a proposito sulle offerte ad organizzazioni di aiuto) che Angiolina Joli la nota attrice ha scaricato la famosa organizzazione umanitaria fondata da Diana perchè i dirigenti percepivano stipendi giornalieri anche di seicento e settecento euro. Stipendi che si autoassegnavano alla faccia nostra che credevamo in loro.

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